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L'aceto balsamico fa male? Sfatiamo i falsi miti

Espressione di un passato millenario che risale agli antichi Romani, l’aceto balsamico di Modena è il frutto di un sapere familiare tramandato di generazione in generazione nella tradizione modenese come un tesoro da preservare nei secoli.
Per coglierne il valore, basti pensare che, all’epoca dei Ducati emiliani, le botti utilizzate per la conservazione di questo prezioso condimento venivano inserite
nei testamenti e nelle doti
delle giovani spose nobili in quanto considerate veri e propri beni patrimoniali, simbolo di ricchezza e di potere.

Ma l'aceto balsamico fa male?  Alcuni sostengono di sì: a causa della sua naturale acidità, infatti, in molti lo reputano dannoso per l’apparato digerente. Altri, invece, associandolo erroneamente al vino, ritengono che provochi gravi problemi al fegato e addirittura alla prostata. Niente di più sbagliato, soprattutto se il consumo si limita a qualche goccia al giorno.

Tralasciando coloro che soffrono di malattie come il reflusso gastroesofageo per i quali è effettivamente controindicato,  sbaglieremmo a sostenere che l’aceto balsamico fa male perché, anzi, è un eccellente alleato della nostra salute. E in pochi lo sanno. Vediamo quali sono i suoi benefici.

 

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Elisir dalle proprietà antisettiche

Già il nome la dice lunga: il termine “balsamico” viene attribuito all’aceto tradizionale di Modena nel Medioevo per indicarne le capacità medicinali, poiché allora si pensava prevenisse la peste. Sicuramente ha una funzione antisettica: se diluito con acqua e utilizzato per fare gargarismi, è ottimo per lenire il mal di gola e la tosse. Inoltre, è molto utile sulla pelle e può essere frizionato sulle cuti grasse e acneiche per normalizzare il sebo e migliorarne l’aspetto.

Tra i prodotti mangerecci locali in grado di migliorare l’efficienza del nostro sistema immunitario c'è anche il Parmigiano Reggiano: vitamina B, ferro e zinco assicurano infatti a questa prelibatezza della zona la capacità di migliorare la digestione, agevolare il cotrollo del biabete e contribuire alla formazione degli anticorpi.

 

Lotta ai radicali liberi

L’aceto di Modena è ottenuto dalla cottura del mosto di vino che contiene i flavonoidi, un gruppo di composti chimici naturali noti per le elevate proprietà antiossidanti in grado di ridurre gli effetti negativi dei radicali liberi, tra cui invecchiamento, calvizie e insorgere di malattie cardiovascolari o neurodegenerative.

A tal proposito, lo stesso si può dire dell'olio d'oliva: quello extra vergine, per esempio, contiene una grande quantità di agenti antiossidanti che prevengono la comparsa di alcuni tipi di radicali liberi, oltre che l'invecchiamento cellulare, proteggendo così il nostro organismo dalle malattie cronico-degenerative.

 

Componente importante di una dieta sana

Il balsamico non contiene colesterolo e si caratterizza per un contenuto calorico molto ridotto: indicativamente, appena 88 calorie per 100 grammi di prodotto. Per questo motivo, è preferibile ad altri condimenti grassi e ipercalorici, come l’olio vegetale, il sale e il burro. Inoltre, è in grado di allungare leggermente la quantità di tempo necessaria per completare la digestione (prolungando così il senso di sazietà) e di bruciare i grassi del nostro corpo.

Oltre ad essere un buon amico per chi è attento alla linea e vuole dimagrire, il balsamico è consigliato a chi segue diete o regimi alimentari particolari, per esempio gli sportivi o coloro che non mangiano carne. Infatti, è un potente integratore di sali minerali e contiene sia vitamine (A, B, C) che sostanze essenziali per il benessere dell’organismo (potassio, calcio, fosforo e magnesio).

Attenzione, però: nonostante sia ammessa l’aggiunta di caramello come stabilizzante del colore per conferirgli la caratteristica tonalità bruna (fino a un massimo del 2% del volume del prodotto finale), un aceto di Modena di qualità non deve mai contenere traccia di zuccheri aggiunti.

Alla luce di tutte queste informazioni, che dite: l'aceto balsamico fa male?

 

Altre curiosità

Queste appena viste sono le principali qualità benefiche dell’aceto balsamico di Modena. Purtroppo, nonostante sia sempre più diffuso sulle nostre tavole e rappresenti un’eccellenza tutta italiana, si tratta di un prodotto ancora poco conosciuto. Lo dimostra l’utilizzo molto limitato che spesso se ne fa in cucina: come condimento per l’insalata e la frutta (fragole in primis) oppure come guarnizione per i piatti gourmet.

In realtà, è un prodotto estremamente versatile e il suo caratteristico sapore agrodolce si sposa perfettamente con una grande varietà di pietanze, non solo della tradizione culinaria modenese. Ad esempio, può accompagnare molto bene formaggi, primi piatti, secondi di carne e dolci, meglio se al cioccolato. L’importante è aggiungerlo per ultimo, sempre a crudo, cercando di non superare il dosaggio di un cucchiaio a persona.

Un’ultima curiosità: a differenza di altri alimenti, la qualità dell’aceto balsamico di Modena migliora con l’età. Infatti, con il passare degli anni, tende ad addensarsi e a diventare corposo. Inoltre, perde l’acidità iniziale, acquisendo un sapore più delicato che risente dell’aroma del legno pregiato delle botti in cui è conservato, solitamente castagno, rovere o ciliegio. Il risultato è un prodotto dal gusto unico, particolarmente denso e dolce.

 

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