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Crema di aceto balsamico: cos'è e qual è la differenza con l'Oro Nero di Modena

Sei alle prese con una pietanza della tradizione enogastronomica italiana ma non sai come darle una marcia in più? Oppure ti sei cimentato in una ricetta innovativa ma credi che un tocco di italianità non ci stia male? Bene, la risposta a queste tue domande è molto semplice e, in entrambi i casi, prende il nome di balsamico. Un alimento pregiato, che proviene dalle uve delle valli del Secchia e del Panaro e che, grazie alle sapienti mani di personale qualificato, viene sottoposto a una lavorazione lunga per un prodotto finale unico nel suo genere.

Ma, giunto a questo punto, è bene che tu faccia attenzione: quando si parla di questa categoria non si intende esclusivamente l’alimento rappresentato dall’aceto di Modena. A seconda del tempo di lavorazione, delle proprietà organolettiche che ne derivano e del relativo uso che se ne può fare in cucina, infatti, quello che viene spesso chiamato “oro nero di Modena” si può trasformare in quella che chiamiamo crema di aceto balsamico. Ma di cosa si tratta? Come si produce? E quali sono le differenze con l'aceto balsamico di Modena IGP?

 

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La crema di aceto balsamico

Ottenuto dall’unione di aceto balsamico di Modena IGP e mosto d’uva concentrato, si tratta del prodotto più versatile grazie alla sua consistenza densa e alla bassa acidità. Ottima da abbinare allo street food (o per decorarlo), la crema rappresenta dunque una raffinata alternativa alle più diverse salse. Non solo: se vi piacciono i sapori forti e gli abbinamenti bizzarri, allora potete provare la crema di aceto balsamico ai più disparati gusti fruttati in abbinamento ai dolci e ai cocktail alcolici o analcolici.

Le creme di Mussini

Noi alla Mussini le chiamiamo "creme gourmet": dalla consistenza densa e dal sapore agrodolce, esse sono ottenute da materie prime di elevata qualità, come aceto balsamico IGP e mosto d’uva concentrato, caratteristiche, queste, che rendono il prodotto ideale per arricchire le farce o decorare i più diversi piatti a base di carne, verdura, latticini e frutta. I loro gusti variano dal piccante (come la crema al peperoncino) al dolce (come quella ai fichi), dal pungente (quello tipico della crema al limone) al delicato (come quello della crema Mussini bianca).

 

Gli ingredienti 

Prendiamo la crema semplice, quella all'aceto balsamico di Modena IGP: i suoi ingredienti sono pochi e genuini e comprendono, nel caso della linea Mussini, mosto d’uva concentrato, aceto balsamico di Modena IGP 38% (aceto di vino, mosto d’uva cotto) e amido modificato di mais, oltre al fatto che contiene solfiti. 

Un discorso simile vale anche per le creme insaporite da aromi naturali, che ricalcano i sapori di frutta e tartufo bianco: nel caso deòlla crema ai fichi, per esempio, essa contiene mosto d'uva concentrato, aceto balsamico di Modena IGP 38% (aceto di vino, mosto d'uva concentrato, mosto d'uva cotto), addensante (amido modificato di mais E1422), estratto di fichi secchi 2% e aroma. Per gli amanti del biologico c'è la crema all'ecto balsamico di Modena IGP BIO, con aceto blsamico di Modena IGP 61% (Aceto di vino; mosto concentrato, mosto cotto), mosto concentrato, zucchero. addensante e gomma di xantano (tutto biologico). La crema Mussini bianca, infine, rappresenta un tocco inaspettato di classe da "giovcarsi" anche sui finger food: in questo caso gli ingredienti sono condimento agridolce bianco (mosto d'uva concetrato, aceto di vino), mosto d'uva concentrato, sciroppo di glucosio-fruttosio, addensante (amido modificato di mais E1422).

 

L’aceto balsamico di Modena IGP

Quello che prenderemo qui in considerazione è l'aceto balsamico di Modena che porta con sé la denominazione di IGP, Indicazione Geografica Protetta, che prevede un’acidità pari al 6%: non è un caso che questo prodotto nasca dall’unione tra il mosto d’uva e l’aceto di vino, l’ideale per dare una marcia in più a verdure crude o cotte, salumi, formaggi, carni, omelette, macedonie e, naturalmente, insalate.

Anche in questo caso abbiamo deciso di esplicitare in etichetta una serie di caratteristiche categorizzabili a seconda del numero di monete stampigliate: 1 indica le qualità tipiche di un 3 anni, dal sapore agrodolce e con elevata acidità, 2 quelle di un 6 anni con un gusto intenso e rotondo, mentre 3 monete rappresentano le qualità tipiche dell’oro nero di 9 anni, col il suo colore scuro e i riflessi dorati.

Si riprende poi con 4 monete, che portano con sé le caratteristiche di un 12 anni, dal sapore con note di dolcezza e densità elevata, per concludere con 5 monete con le qualità proprie di un 15 anni e dal sapore agrodolce molto bilanciato.

Infine, tutte le categorie fin qui elencate si differenziano tra loro anche per il packaging: a ciascuno il suo, si va da quelli più tradizionali in legno e cera lacca a quelli più attuali per contenere le creme aromatiche.

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