Vendite da record: ecco perché conviene puntare sull'aceto balsamico di Modena

20 Feb 2019

Il successo dell’Oro Nero di Modena è dovuto al grande valore che, in Italia, hanno i settori Dop e Igp.

Secondo i dati del Rapporto Qualivita Ismea 2018, questo è di 15,2 miliardi di Euro (+2,6% rispetto all’anno precedente) e pesa sul totale dell’industria agroalimentare per l’18% mentre per quanto riguarda l’export il valore è cresciuto negli ultimi anni fino a raggiungere gli 8,8 miliardi di Euro. L’Italia è il primo paese al mondo per numero di denominazioni Dop, Igp e Stg con 822 denominazioni su un totale mondiale di 3036. Tra le regioni che ne hanno di più ci sono l’Emilia Romagna – e tra queste rientra ovviamente anche l’aceto balsamico di Modena – per un valore di 3,4 miliardi di Euro.

 

L’Oro Nero che piace anche all’estero

Ma c’è di più nel Rapporto Qualivita Ismea: il 2018 è stato un anno d’oro per il balsamico modenese Igp, che ha raggiunto la quota record del 92% di produzione destinata all’estero. E che ha segnato un altro primato: 97,5 milioni di litri prodotti, cioè il 2,5% in più rispetto all’anno precedente. Il valore all’export è di 897 milioni di Euro, il più alto tra tutti i prodotti. Numeri che, secondo Federico Desimoni, direttore del Consorzio di tutela dell'aceto balsamico di Modena Igp, che associa cinquanta aziende, “sono frutto di una presenza solida e costante sui mercati stranieri: il prodotto è entrato a fare parte delle abitudini alimentari di paesi anche molto diversi dal nostro”.

Con questi numeri è facile intuire che rimane solido il presidio in due paesi centrali per i traffici commerciali: gli Stati Uniti e il Canada, che da soli valgono il 30% delle esportazioni, seguiti a ruota dalla Germania col 20%. Ma l’aumento della produzione potrebbe portare ulteriori novità, come l’apertura di varchi in mercati fino ad ora meno frequentati, tra cui il Sudamerica e i paesi asiatici, Cina in primis.

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Le attività del Consorzio di tutela ABM Igp

Ma quello che ha contribuito in modo consistente alla conoscenza all’estero del prodotto sono state anche le iniziative organizzate dal Consorzio di tutela ABM Igp. Primo su tutti, il “Progetto Usa”, avviato ad aprile 2016 e che terminerà nel 2020: coinvolgerà istituti culinari, chef, blogger, giornalisti ed influencer d’oltreoceano in eventi e attività da svolgere sul web ed in particolare sui social network. I risultati si possono già vedere, a partire dalla classifica fatta dall’americano New York Post che ha incoronato Modena come “capitale italiana del cibo” grazie alle sue 23 Igp riconosciute (tra cui spicca, ovviamente, anche l’aceto balsamico).

Un altro progetto è quello che ha coinvolto Germania, Francia e Italia: un video che racconta l’aceto balsamico di Modena Igp attraverso il legame con il territorio, la storia, la cultura, le tradizioni e il gusto. Per Desimoni, “la mission è trasmettere i valori dell’aceto balsamico di Modena Igp, garantirne una tutela a 360 gradi e trasmettere la cultura e la tradizione del prodotto per incrementare il grado di conoscenza, di consapevolezza e di coinvolgimento del consumatore per renderlo protagonista, non solo delle proprie scelte, ma pure dell’orientamento dei trend di mercato. Perciò è importante arrivare a loro con un linguaggio semplice, immediato e diretto”.

 

I numeri dell’Italian sounding

L’attività che però forse più di qualunque altra ha contribuito a stabilire il primato dell’Oro Nero di Modena è stata il contrasto all’illegalità e alla frode da Italian Sounding: “il Consorzio - sostengono del Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena - nasce per tutelare il consumatore a tutti i livelli e la normativa europea già ci aiuta molto in questo. Ma è oltre i confini dell’Ue che tale tutela diventa difficile, per questo siamo favorevoli alla sigla di trattati bilaterali che possano garantire una tutela reciproca”. Secondo Assocamerestero, il volume d’affari dell’Italian Sounding è di 90 miliardi di Euro a livello globale: negli ultimi dieci anni questo valore ha avuto una impennata del 70 % e è pari al triplo del fatturato dell’export italiano del settore alimentare (che nel 2017 si è attestato a 32,1 miliardi di Euro). I prodotti italiani che all’estero sono più imitati sono i piatti pronti e surgelati, le conserve, i condimenti, i latticini e le pasta. Per esempio, per quanto riguarda il balsamico di Modena in Spagna esiste una specifica marca di aceto con dicitura “Igp” a cui manca però l’indicazione se e quale fase della produzione sia stata fatta in Italia.



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