Cosa mangiare a Modena: le 6 food experience da non perdere

02 Oct 2018
 Come tutte le città italiane, anche Modena affonda le proprie radici culturali in una straordinaria tradizione gastronomica. Una visita in città non può che passare attraverso la degustazione dei migliori prodotti tipici e delle ricette più succulente: dal vino ai dessert, ecco alcuni consigli su cosa mangiare a Modena per una food experience a 360°.

 

Formaggi

La provincia di Modena, insieme a quelle di Mantova, Parma, Reggio Emilia e Bologna, è la patria del re dei formaggi italiani, il più amato e il più diffuso nel mondo: il Parmigiano Reggiano. Prodotto a Denominazione di Origine Protetta risalente all’epoca medioevale, viene citato già nel Decameron di Boccaccio ed è oggi protagonista di moltissime preparazioni tipiche. Il Parmigiano può essere degustato nei caseifici tradizionali in tutte le sue stagionature, che vanno dai 12 agli oltre 100 mesi, per i palati più raffinati.

 

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Altri prodotti caseari tipici della zona sono la Caciotta dell’Appennino Modenese, un formaggio fresco a pasta molle, e il Formaggio Montanaro, a pasta semidura e leggermente stagionato.

 

Salumi e insaccati

Altro prodotto DOP di grande pregio, seppur meno noto di quello di Parma, è il Prosciutto di Modena, che insieme a lardo, coppa, mortadella e ai vari tipi di salame (tra cui spicca quello di San Felice) costituisce un must per tutti gli appassionati di salumi. Il modo migliore per gustarli? Naturalmente accompagnati da un abbondante cestino di gnocco fritto, di tigelle, o insieme a preparazioni modenesi ancora più classiche come lo gnocco ingrassato e la stria, tradizionali prodotti da forno simili alla focaccia.

Tra le preparazioni tipiche derivanti dal maiale non vanno dimenticati anche il cotechino e lo zampone, che possono fregiarsi entrambi del marchio IGP, oltre ai più “poveri” ciccioli.

 

Vini e liquori

Per “innaffiare” queste prelibatezze non c’è nulla di meglio di un vino amabile, fresco e frizzante, in altre parole: il Lambrusco DOC. Vino da pasto per eccellenza della cucina emiliana, presenta diverse varietà, anche se le tre più note, Grasparossa, Salamino e Sorbara, vengono tutte prodotte esclusivamente nella provincia di Modena.

Ideali come fine pasto sono invece due liquori tradizionali: il nocino e il sassolino. Il primo è un tipico digestivo ottenuto dal mallo delle noci, dolce e moderatamente denso, mentre il secondo è un distillato a base di anice, arricchito con altre spezie come cannella e cumino.

 

Aceto balsamico

Il vero “signore di Modena”, naturalmente, è lui. Si distingue in due tipologie di prodotto: l’Aceto Balsamico di Modena IGP, il più diffuso anche perché non richiede un lungo invecchiamento, e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, il più pregiato, ottenuto dalla cottura del mosto di uve locali (Lambrusco e Trebbiano), dalla sua fermentazione e da un lungo processo di invecchiamento in botti di legno che può richiedere anche più di 20 anni.

È un condimento raffinato, che grazie alle sue mille sfaccettature si abbina egregiamente a qualunque tipo di preparazione, dall’antipasto al dessert. Può essere degustato nelle antiche acetaie alle porte della città, che propongono dei veri e propri tour culturali e gastronomici alla scoperta di questo prodotto unico al mondo.

 

Primi piatti

L’Emilia Romagna è la patria della pasta fresca e anche a Modena non mancano le occasioni e i luoghi dove gustare prelibatezze come i tortellini, rigorosamente serviti in brodo di cappone, le tagliatelle al ragù, preparate anche con condimenti a base di selvaggina come cinghiale o lepre, oppure le tipiche rosette, una ricca e deliziosa pasta al forno che rappresenta un simbolo del pranzo domenicale modenese. Le tradizionali osterie e trattorie sono i templi dei primi piatti modenesi, ma in città è possibile assaporarli anche in versione street-food, con un tocco di modernità.

 

Dolci

E infine non può mancare un pizzico di dolcezza. Uno dei dolci più antichi legati alla città di Modena è il Bensone, una sorta di biscottone dalle origini umili, fatto con ingredienti semplici come farina, burro e zucchero, apprezzatissimo a colazione o come merenda.

C’è poi la famosa Zuppa Inglese, diffusa un po’ in tutta la regione, e tra i dessert più raffinati la Torta Barozzi, originaria della cittadina di Vignola (dove crescono anche le famose ciliegie). Si tratta di una preparazione a base di cioccolato fondente, mandorle, arachidi e caffè, ideata a fine ‘800 dal pasticcere Eugenio Gollini e dedicata all’architetto Jacopo Barozzi. Ancora oggi i suoi eredi ne custodiscono gelosamente la ricetta.

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