Conosci l'aceto aromatizzato? Provalo nei cocktail per l’aperitivo

10 Jan 2019
Cocktail freschi, leggeri, gustosi. E, in più, caratterizzati dall’aggiunta di ingredienti ibridi e innovativi, interessanti dal punto di vista della produzione e gustosi al palato. Si tratta di uno dei trend più recenti (e interessanti) nella pratica della mixology, ossia l’arte di creare nuove e deliziose miscele a partire da materiali pregiati e da tecniche di lavorazione molto particolari. Non è un caso, dunque, che anche l’aceto aromatizzato sia stato scelto come protagonista di questa nuova “scienza”: nel caso di Mussini si tratta di mosti (gli stessi utilizzati per la produzione del balsamico) filtrati, ai quali vengono aggiunti succhi e aromi, rigorosamente naturali, attraverso altro aceto.

L’aceto aromatizzato nei cocktail per aperitivo: perché no?

Se vi pare un azzardo, pensate ai cocktail per aperitivo più semplici, come il Bellini, lo sparkling a base di vino frizzante (Prosecco, generalmente) e purea di pesca, in tutte le sue varianti: classici senza tempo, facili e veloci da preparare, sui quali ci si può esercitare con le sperimentazioni.

Gli sparkling cocktail

Ispirandosi al Rossini, per esempio, si può preparare una bevanda da aperitivo a base di Prosecco e aceto aromatizzato alla fragola, in aggiunta alla frutta fresca, per dare carattere al cocktail. Un accostamento poco rischioso, considerato che l’accoppiamento tra il sapore dell’aceto e quello della fragola è stato sdoganato in cucina da parecchio tempo.

Meno banale la variante sul Mimosa: l’aceto aromatizzato all’arancia rossa, infatti, aggiungerà al vostro cocktail un tocco davvero personale. I giochi possibili con gli sparkling cocktail, poi, sono potenzialmente infiniti: potete preparare due versioni del Bonaparte, che aggiunge mirtillo rosso al vino frizzante, con l’aromatizzato al cranberry (il mirtillo americano, per l’appunto) o quello al blueberry, più comune in Italia. Se la versione originaria del cocktail dedicato a Napoleone prevede l’uso dello Champagne, potete utilizzare un Metodo Classico italiano, come il Franciacorta DOCG, il Trento DOC o l’Alta Langa DOCG. Al melograno, invece, è dedicato l’omonimo aceto, perfetto per il Tintoretto, tipico del trevigiano.

 

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Long drink personalizzati: gli aceti negli Highball

Per “highball” intendiamo tutti quei long drink che prevedono l’aggiunta di un “filler” alla base alcolica, che si tratti di soda o di altre bevande gassate. È il caso del gin tonic, probabilmente il cocktail più personalizzabile che ci sia data la sua semplicità e la sua poliedricità, se si considera il ventaglio di offerta esistente in ambito di gin e acque toniche. Potete usare una tonica neutra, per poi sbizzarrirvi con le aromatizzazioni attraverso gli aceti, ma è doveroso partire dall’aceto aromatizzato al limone, in questo caso. Sul mojito, invece, l’alternativa è scontata (ma non risulterà tale, di certo, come cocktail per aperitivo): aggiungete qualche goccia di aceto alla menta a rum bianco, succo di lime, zucchero di canna, ghiaccio e soda e le foglioline serviranno solo per fare scena.

Lo zenzero nei cocktail, attraverso l’aceto

Lo stesso discorso vale per il moscow mule, long drink divenuto popolarissimo da qualche estate a questa parte. Il protagonista del cocktail è lo zenzero, che normalmente viene aggiunto a vodka, succo di lime, ginger beer, cetriolo e menta fresca: può essere tranquillamente sostituito dall’aromatizzato con la radice stessa. Se temete di eccedere con il gusto acido, diminuite la dose di lime. Allo zenzero sono dedicati moltissimi cocktail, per la verità, che potete “sbagliare” con l’aceto. Pensate al vodka sour (vodka, succo di limone, ginger beer, sciroppo di zucchero di canna), che fa dell’acidità la sua caratteristica principale.

Per prepararlo con l’aromatizzato è sconsigliabile sostituire la birra allo zenzero. Tuttavia, aggiungete l’ingrediente “misterioso”, che donerà al cocktail ulteriore freschezza, e chiedete ai vostri ospiti se hanno mai bevuto un vodka così “sour”.

Un bloody mary “sbagliato”

Il cocktail che nel tempo è stato sottoposto a più varianti è probabilmente il bloody Mary, lo storico speziato, dedicato (si dice) a Mary Stuard di Scozia, a base di succo di pomodoro e vodka. Doveroso aggiungere Salsa Worchestershire (o Tabasco), sale e pepe, ma sostituendo il limone con gli aceti al pomodoro (ci sono anche “pomodoro e basilico” e “pomodoro, basilico e peperoncino”): in questo modo, infatti, garantirete alla ricetta una maggiore intensità, oltre alla necessaria nota acida.

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