Naturale, detox, vegetale: ecco i maggiori food trend del 2019

05 Mar 2019

 Quali tendenze gastronomiche caratterizzeranno il 2019? Quali cibi troveremo più spesso fotografati su Instagram e quali preparazioni, abbinamenti e sapori emergeranno dai menù dei ristoranti più alla moda? Un nuovo anno è arrivato e, con lui, anche i principali food trend del 2019, tra nuovi ingressi, conferme e grandi classici, declinati in vere e proprie tendenze a sé stanti.

 

Naturale e senza alcol per rimanere leggeri

Partiamo dalla naturalità, tendenza ormai consolidata, che nel tempo si è sviluppata nel food così come nel beverage. Pensate al caso dei vini cosiddetti “naturali”, quelli cioè che, diversi dai vini biologici e biodinamici, presuppongono il minor intervento possibile dell’uomo in vigna e in cantina: si tratta di prodotti realizzati senza additivi chimici né manipolazioni o aggiunte da parte nostra che si sono rapidamente diffusi negli ultimi anni. Ebbene, il settore degli alimenti e delle bevande naturali è destinato ad ampliarsi e ad articolarsi in categorie merceologiche sempre più capillari.

Ci sono poi le bevande analcoliche, food trend del 2019 che troveremo diffusamente nelle carte drink del fine dining così come nella mixology più all’avanguardia. Conoscerete sicuramente il successo delle fermentazioni che, dalle verdure al kombucha (tè addolcito e fermentato, per l’appunto), hanno caratterizzato gli anni appena trascorsi: torneranno, anche nel 2019, sotto forma di bevande alternative, da miscelare con le già da tempo modaiole acque toniche.


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Acido e probiotico per preservare la salute

E a proposito di mixology, i sapori più quotati per quest’anno tendono all’acido. All’ agrumato, in particolare: cedro, lime, arancio e bergamotto saranno protagonisti indiscussi dei cocktail del 2019, accanto all’ormai onnipresente yuzu, il mandarino giapponese tanto utilizzato nelle salse dei piatti stellati.

Di certo l’elevata componente di probiotici (i batteri buoni) contribuisce a rendere gli alimenti fermentati una tendenza di rilievo: la salute, quella intestinale soprattutto, tornerà alla riscossa come tema dominante della nostra alimentazione: quindi sentiremo parlare di yogurt greco, aceto biologico e lunghe lievitazioni.

Dopotutto, salute e gusto hanno smesso di essere un ossimoro da parecchio tempo e i benefici degli alimenti fermentati non suonano affatto contraddittori con il piacere della buona tavola: pensiamo all’ascesa del kefir, bevanda di latte fermentato molto diffusa nei negozi specializzati in alimentazione biologica, al tempeh, ricavato dai semi di soia gialla e altrimenti noto come “carne di soia”, e al kimchi, piatto coreano preparato con verdure fermentate speziate e frutti di mare.

Si pensi anche ai crauti, da sempre diffusi nell’alimentazione tedesca, e al lievito madre, alla base della panificazione contemporanea, oltreché ingrediente indispensabile dei lievitati natalizi tradizionali.

 

La fermentazione nella tradizione enogastronomica (italiana e non solo)

Tornerà in auge, dunque, l’argomento della fermentazione, in tutte le sue declinazioni: dalla birra artigianale al sidro, dalla panificazione home made all’aceto che, dopotutto, è il prodotto ottenuto da una fermentazione alcolica e acetica. Si distingue l’aceto, tra “comune” e “di qualità”, proprio in base al tempo di fermentazione, più lungo nel secondo caso, che presuppone anche l’invecchiamento in botte.

Anche il miso, sempre in tema di fermentati, è destinato a diventare un trend, non solo tra gli appassionati di gastronomia, ma nella cultura alimentare più popolare. La pasta di fagioli di soia fermentati aumenterà il suo spazio nello scaffale del supermercato, a quanto pare, in virtù della sua buona riuscita come esaltatore di sapidità, squisita aggiunta alle salse e completamento delle verdure.

 

I food trend del 2019 più strani

Tra gli altri food trend del 2019 troviamo poi la cannabis, in rapida ascesa anche nell’industria alimentare. Con le sue note aspre e speziate si presta come insaporitore di molti alimenti, complici le tante varietà che la caratterizzano. Poi l’affumicatura, ovvero l’uso sapiente e ponderato del fumo come metodo per insaporire la carne, la barbabietola e il pesce crudo.

E come dimenticare gli insetti? Paventati già negli scorsi anni, nel 2019 potrebbero diventare, finalmente, un ingrediente di uso comune. Mentre l’Unione Europea non ha ancora le idee chiare sulla commercializzazione dell’ingrediente, nel Regno Unito si vendono già barrette snack dedicate a quella che potrebbe rappresentare la proteina del futuro.

E a proposito di proteine, spopolano al momento quelle vegetali: “alternative”, esse vengono ottenute soprattutto dai legumi e sono la soluzione non solo per vegetariani e vegani, ma anche per chi volesse alternare alla propria dieta quella “flexitarian”, a favore di un minor consumo di carne, senza radicalismi etici o scelte definitive.



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